Studi passati hanno suggerito un relazione causale tra l'attività fisica e una riduzione del rischio di deficit cognitivo negli anziani. Thorleif Etgen e colleghi dell'Università Tecnica di Monaco (Germania) hanno studiato 3,903 soggetti, di 55 anni o oltre, monitorandoli per un periodo di due anni. Ogni soggetto è stato inserito in una categoria per quello che riguardava l'attività fisica (nessuna, moderata < di 3 volte alla settimana ed elevata > 3 volte alla settimana e valutato per il grado di funzionalità cognitiva. All'inizio dello studio, 418 soggetti (10.7%) aveva una forma di deficit cognitivo. Dopo due anni 207 (5.9%) dei rimanent 3,485 soggetti senza deficit cognitivo iniziale sviluppò un qualche grado di disfunzione. Osservando che l'incidenza di nuovi casi tra i partecipanti nelle categorie nessuna attività, attività moderata e attività elevata era rispettivamente del 13.9%, del 6.7% e del 5.1%, i ricercatori concludono che "attività fisica moderata o intensa sono associate ad una ridotta incidenza di deficit cognitivo dopo due anni in un ampio gruppo di anziani". L'attività fisica è indicata nella maggior parte degli anziani ma deve essere eseguita in modo corretto con il supporto di personale specializzato.
Thorleif Etgen; Dirk Sander; Ulrich Huntgeburth; Holger Poppert; Hans Förstl; Horst Bickel. "Physical Activity and Incident Cognitive Impairment in Elderly Persons: The INVADE Study." Arch Intern Med, Jan 2010; 170: 186 - 193.


