La pandemia H1N1 è per la maggior parte di noi ormai soltanto un lontano ricordo, una delle tante notizie clamorose che dopo qualche mese scompaiono dall'orizzonte mediatico lasciando l'opinione pubblica con la sensazione del "tanto casino per nulla" e con il dubbio di essere stati profondamente manipolati. Non varrebbe la pena di ricordare una falsa pandemia se non fosse che questa settimana cade l'anniversario della prima dichiarazione ufficiale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sull'emergenza Influenza A. Ed in questa occasione, a ricordarci che le ipotesi di manipolazione della verità non erano affatto fantasiose, non è un giornale rivoluzionario o alternativo ma il British Medical Journal (BMJ), una delle più quotate riviste mediche del mondo.
Nell'ultimo numero il BMJ pubblica il resoconto di un'indagine svolta assieme al Bureau of Investigative Journalism che svela un quadro allarmante sulla cattiva gestione da parte dell'OMS dei pesanti conflitti di interesse che riguardano gli scienziati scelti per sviluppare le linee guida sulla presunta pandemia e, fatto ancora più grave, sulle scarse evidenze scientifiche a supporto delle indicazioni date a governi e autorità internazionali.
Era corretto da parte dell'OMS utilizzare esperti che hanno legami finanziari e scientifici con le industrie farmaceutiche che producono anti-virali e vaccini anti-influenzali? Perché le linee guida sono state sviluppate da un esperto di influenza che ha ricevuto pagamenti da Roche che produce Oseltamivir e da GlaxoSmithKline, produttore di Zanamivir? E perché la composizione del comitato istituito dall'OMS per gestire la "pandemia" rimane tuttora segreta? Secondo il BMJ è evidente che le organizzazioni internazionali e le autorità governative non sono in grado di gestire i conflitti di interesse che caratterizzano molta della scienza medica. Per questo motivo la loro presunta funzione di tutela della salute pubblica appare sempre più debole e inefficace.
Oltre allo sperpero di denaro pubblico in consulenze, comitati, meeting e verbali, il risultato di questo lavoro pseudo-scientifico ha prodotto un ulteriore devastante risultato: ad un anno dall'esordio di una pandemia inesistente, quei governi che hanno preso per buone le indicazioni dell'OMS hanno dirottato miliardi di euro da budget sanitari già disastrati verso l'acquisto di vaccini e farmaci anti-virali che scadranno inutilizzati nei magazzini.
Gerd Gigerenzer, Direttore del Centre for Adaptive Behviour and Cognition del Max Plank Institute in Germania è uno dei massimi esperti mondiali sulla valutazione del rischio. Intervistato nel contesto di questa indagine, Gigerenzer dichiara: "Non c'era nessuna base scientifica per la stima dell'OMS di 2 miliardi di casi di H1N1 e si sa poco dei rischi e benefici della vaccinazione".
Siamo quindi di fronte ad una vera e propria manipolazione della verità a fini commerciali?
A giudicare dai legami tra i consulenti ingaggiati dall'OMS e industrie farmaceutiche messi in evidenza dal BMJ, c'è poco da stare tranquilli:
Rene Snacken, ufficiale sanitario del governo belga che ha stilato la prima bozza dell'OMS sulla pandemia è apparso a vari eventi promozionali della Roche; Albert Osterhaus della Erasmus University di Rotterdam in Olanda è stato ospite in una conferenza sponsorizzata da Tamiflu mentre era consulente dell'OMS; Annika Linde epidemiologa del governo svedese, aveva legami con la Roche; Fred Hayden dell' Universtià della Virginia (USA), autore del documento OMS del 2004 che suggeriva ai governi di stoccare anti-virali era a quel tempo consulente della Roche; Arnold Monto della Michigan University (USA) era legato alla Roche, alla GlaxoSmithKline e a ViroPharma e ha scritto per l'OMS le linee guida sui vaccini; Karl Nicholson dell'Università di Leicester aveva legami con varie industrie e ha scritto gli allegati al documento sulla pandemia.
E mentre il BMJ pubblica i risultati dirompenti di questa indagine sull'Influenza A, interpellato riguardo alla politica del governo in materia, il nostro Ministro della Sanità Ferruccio Fazio fa un unico commento: "rifarei tutto". Allora c'è davvero da stare poco tranquilli.
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